Collaboratori


Un tesoro inestimabile nascosto in vasi fragili


Torniamo per la quinta volta, in tre anni, a Casa Serena. Non a caso. Sempre più consapevoli che dentro a vasi fragili, estremamente fragili, è ben nascosto un tesoro inestimabile.

Da Roma partiamo in nove. Età media 20 anni. All’arrivo le ragazze ci vengono incontro come fossimo amiche da sempre. Siamo a casa, lo siamo sempre state qui. Cerchiamo le assenti. Qualcuna è andata in famiglia per le vacanze di natale. In altre notiamo i segni del tempo che passa. Qualcuna non c’è più…

La preghiera del mattino prepara il servizio, impegnativo, serrato, gioioso. Non abbiamo mai riso così tanto e di cuore, insieme. Giochi di movimento, oggetti da dipingere a tema natalizio, canti, e poi tombole con ricchi premi a non finire, perché – sapevamo bene - tutte vogliono categoricamente vincere e quello che dicono loro! All’attività del mattino e del pomeriggio si affiancano la preparazione e il servizio dei pasti, il lavoro in cucina, l’aiuto al personale di servizio per la sistemazione delle ragazze per la notte. L’eucarestia quotidiana è tempo prezioso di sosta per decantare l’esperienza e trovarne il senso.

Il tempo vola e ci ritroviamo alla partenza. Siamo alla vigilia del laico capodanno, ma l’idea del veglione è decisamente lontana. Torniamo con difficoltà a casa.

Qui molte lasciano il cuore e cambiano gli occhi. Guardano in faccia la povertà dell’uomo, la sua immensa fragilità e vi si ritrovano come in un gioco di specchi, scorgendovi in un attimo lo sguardo amorevole di Dio. E quei vasi fragili diventano allora incredibilmente preziosi, luoghi di verità e senso così necessari al giorno d’oggi, immensamente potenti in grado di svelare le molteplici ipocrisie propinate ai giovani dal mondo mediatico, così preziosi da ipotecare certamente - ancora una volta - il nostro futuro!

(L.G.)