Griglia di verifica per distretti - Sfide Educative FSE

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Griglia di verifica per distretti

Sfide > Assemblea 2009

IL CAPO

(Amico affidabile, testimone sincero)

 

1a PISTA - VOCAZIONE - PROGETTO DI VITA – TESTIMONIANZA

Commento guida: l’Associazione da sempre cammina sulle gambe dei propri Capi e soprattutto di quelli più giovani. Per la sfida educativa che da sempre affrontiamo nelle nostre unità è naturalmente richiesto che il Capo sia un testimone credibile di quello che propone. Questa testimonianza passa attraverso il discernimento della propria vocazione, uno stile di vita sobrio ed equilibrato, concrete scelte quotidiane (familiari, di lavoro, affettive, di fede, economiche,ecc.) . La riflessione quindi che viene sollecitata è attorno alla nostra capacità di essere testimoni credibili in un contesto sociale non facile.

Come è stata affrontata questa riflessione? Discussioni, testimonianze, inchiesta…..

 

 

articolazione

problemi CONCRETI

soluzioni

proposte dell’associazione

Qual è il nostro stile di vita e cosa indicano le scelte concrete di ogni giorno? Quali sono le difficoltà attuali di una testimonianza piena soprattutto nel campo dell’affettività/sessualità, vita di fede, rapporto con il denaro?

 

 

 

I nostri  stili di vita e le scelte quotidiane sono in contrasto con le scelte educative che proponiamo ai nostri ragazzi ?

 

 

 

E’ possibile oggi dare una testimonianza sincera, cioè vera, di uno stile di vita e di scelte che siano “altre” rispetto a quello che in generale vediamo proposte su giornali, televisioni, ecc.? Oppure siamo destinati ad essere “marginali” ed “emarginati” ?

 

 

 

Siamo consapevoli che la nostra testimonianza è il principale strumento educativo a nostra disposizione? I ragazzi sono attenti alle nostre scelte concrete?

 

 

 

 


 

2a PISTA – FORMAZIONE PERSONALE

Commento guida: senza tralasciare un approfondimento teorico, questo ambito richiede  risposte concrete che indichino un sentiero futuro. Non si tratta di dare solo consigli di massima ma piuttosto di indicare quali possono essere gli ambiti sui quali il futuro Commissariato possa lavorare per aiutare i Capi a maturare una maggiore competenza metodologica.

Come è stata affrontata questa riflessione? Discussioni, testimonianze, inchiesta…..

 

 

articolazione

problemi CONCRETI

soluzioni

proposte dell’associazione

E’ sufficiente una formazione strettamente metodologica? Su quali aspetti del metodo rimaniamo carenti? E’ richiesta/offerta ai Capi una preparazione anche più articolata che tocchi ambiti diversi (fede, pedagogia, psicologia)?. Le sfide attuali richiedono competenze maggiori e diverse al Capo (per educare ragazzi con genitori separati, o in contesti multiculturali..) ?

 

 

 

Come deve attrezzarsi l’Associazione con le sue strutture per rispondere ai bisogni formativi? E’ possibile, utile interagire in questo campo con altri (associazioni di volontariato, strutture ecclesiastiche, ecc.)? In che modo?

 

 

 

3a PISTA - APPLICAZIONE DEL METODO

Come è stata affrontata questa riflessione? Discussione, testimonianze, inchiesta…..

 

 

articolazione

problemi CONCRETI

soluzioni

proposte dell’associazione

La ricchezza metodologica dello scoutismo è talvolta avvilita da un’applicazione sciatta e inefficace. Affrontiamo i nodi che impediscono una corretta applicazione del metodo: sia quelli relativi ad una scarsa conoscenza e coscienza del Metodo che quelli relativi alle difficoltà che riscontriamo nell’applicazione (perplessità dei genitori, problemi logistici, mancanza di competenze tecniche, pigrizia nello spendersi ecc.).

Uno scoutismo che non fa scoutismo che cos’è?

 

 

 

Siamo in grado di migliorarci o dobbiamo rassegnarci ad uno scoutismo da cortile ? In questo senso quali obiettivi concreti ci diamo per ogni tipo di unità (es. numero uscite nell’anno, conoscenza delle tecniche, imprese da realizzare, Avventura e spirito di sq.?

 

 

 

Ci sono momenti di verifica del lavoro svolto da ogni Capo nella propria unità o tutto è lasciato alla discrezione del singolo ? Con chi si confronta il Capo unità ? I Capi (Gruppo, Distretto, Incaricati, ecc.) sono diventati “buonisti” e puri organizzatori …per paura del confronto ?

 

 

 

 


 

 

IL RAGAZZO; CARATTERE E RELIGIOSITA’

 

4a PISTA - IL CARATTERE

Commento guida: i giovani del nostro tempo sono sottoposti ad una serie di “pressioni” ambientali che rendono la crescita un percorso ad ostacoli. Da una parte i ragazzi destinatari di un messaggio consumistico esasperante (e non solo di beni leciti come sappiamo), dall’altra una prospettiva futura molto incerta. Naturalmente questo ha anche a che fare con un tipo di società che sta cambiando i suoi pilastri (il lavoro sicuro, la protezione sociale, ecc.) ma trova terreno fertile in una concezione della persona come “homo homini lupus”, di sopraffazione del prossimo e quindi di rincorsa del proprio successo ai danni degli altri.

Come è stata affrontata questa riflessione? Discussione, testimonianze, inchiesta…..

 

 

articolazione

problemi CONCRETI

soluzioni

proposte dell’associazione

Costruire un carattere significa rendere liberi? da che cosa ?

 

 

 

Branca per branca elenchiamo quali sono gli strumenti a nostra disposizione per aiutare il ragazzo a costruire un carattere proprio. Oltre a quelli “tradizionali” che conosciamo, ce ne sono altri che possiamo utilizzare ?

 

 

 

Come possiamo aiutare i nostri ragazzi a costruire tra loro e con altri relazioni autentiche, basate sulla fiducia e soprattutto durature ?  Indichiamo degli strumenti di lavoro in questo senso.

 

 

 

Scegliere: un valore o una difficoltà ?

Chiediamo  scelte (naturalmente in ordine all’età e maturità) chiare e definitive ? Aiutiamo a farle ? Come ? Il metodo prevede un ordine di passaggi, collegati a scelte e  graduale assunzione di responsabilità: lo utilizziamo oppure , ad es., la prima classe rimane una meta inarrivabile per la maggior parte degli esploratori e delle guide e con essa lo spirito vero che deve animare il servizio del capo Sq.?

 

 

 

Vita all’aperto e nuove tecnologie: una riflessione sullo scout del ventunesimo secolo. Utilizziamo la natura (vita all’aperto: quante volte ?)  come ambiente per la costruzione di un carattere o rimane un concetto astratto?  Le nuove tecnologie: problema od opportunità? Siamo chiamati ad insegnarne l’utilizzo? In che modo?

 

 

 

 


 

5a PISTA - LA RELIGIOSITÀ

Commento guida: affrontare, suscitare domande di senso in relazione alla vita nella Chiesa, alle altre religioni. Si raccomanda di non muoversi senza l’aiuto dell’Assistente o comunque di un religioso che aiuti a ragionare secondo una corretta visione teologica e pastorale.

Come è stata affrontata questa riflessione? Discussione, testimonianze, inchiesta…..

 

 

articolazione

problemi CONCRETI

soluzioni

proposte dell’associazione

Non sono molte le occasioni che ha un ragazzo per affrontare le domande di senso sulla propria esistenza. Lo scoutismo è un luogo privilegiato per poterle fare senza il carico di “pesantezza” che talvolta c’è in alcuni ambienti pastorali .

Diamo manifestazione alle domande di senso dei nostri ragazzi ?

Come affrontiamo nell’applicazione metodologica questa tematica importantissima per la crescita della persona ?

Quali occasioni creiamo o sfruttiamo per questo (viviamo la “spiritualità scout”) ?

Il metodo come ci aiuta ?

 

 

 

Vita nella Chiesa: esaminiamo la nostra partecipazione (personalmente e come unità scout) alla vita delle parrocchie nelle quali siamo inseriti. Quali azioni siamo in grado di attuare per sentirci inseriti pienamente nella vita della comunità? Quale la nostra partecipazione ai momenti liturgici: dalla messa domenicale (oppure la saltiamo ?) ad altre celebrazioni (avvento, quaresima, triduo pasquale, rosario, eucaristia quotidiana ecc.) . Chiediamo la partecipazione dei ragazzi, la sollecitiamo?

Qual è il nostro apporto ma soprattutto come educhiamo i nostri ragazzi alla partecipazione attenta e consapevole (sanno quello che stanno facendo) ?

Altro ambito: la partecipazione a momenti diocesani, o appuntamenti nazionali od internazionali dove vivere l’esperienza della Chiesa universale.

Quali le difficoltà? Quale la preparazione?

 

 

 

Scelta cristiano/cattolica e altre religioni. E’ ormai esperienza diffusa la richiesta di qualche ragazzo/a di altre religioni che chiede di entrare in unit . Naturalmente la scelta associativa è chiara. In questo senso non viene richiesta una riflessione ma piuttosto una condivisione di esperienze per capire come è stata affrontata la tematica nei diversi Gruppi e se vi sono alcune attenzioni da porre in atto. Chi chiede di entrare è consapevole dei fini del percorso educativo? E’ disponibile ad un cammino di fede ? Se così non è  come ci si è comportati? A chi ci si è rivolti per un aiuto? ecc.

 

 

 

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